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Illegale test di paternità senza consenso dell’interessato.

giovedì, giugno 25th, 2009

Il test di paternità senza consenso del figlio è possibile in sede giudiziaria solo se indispensabile e svolto nel rispetto delle regole. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali affrontando il caso di un genitore che nell’ambito di indagini avviate per verificare l’effettiva consanguineità, aveva effettuato un’analisi genetica ad insaputa del figlio. Su incarico del legale del genitore, un’agenzia di investigazioni aveva infatti raccolto due mozziconi di sigaretta gettati dal figlio maggiorenne. I campioni organici rilevati erano poi stati sottoposti, in segreto e senza informare l’interessato, a test per appurare la compatibilità genetica tra figlio e genitore.
Venuto a conoscenza del fatto al momento della richiesta di disconoscimento di paternità presentata dal padre in tribunale, il figlio si era rivolto al Garante. La società d’investigazione e l’avvocato si erano difesi affermando che la legge garantirebbe la possibilità di effettuare analisi genetiche senza richiedere il consenso dell’interessato, qualora si tratti di difendere o far valere un diritto in sede giudiziaria. L’Autorità ha ritenuto invece violati i diritti del figlio e ha vietato al genitore e al suo legale l’ulteriore trattamento dei dati genetici illecitamente raccolti.
Il Garante ha innanzitutto ricordato che la raccolta e il trattamento dei dati genetici può avvenire esclusivamente con il consenso informato, “manifestato previamente e per iscritto”, dell’interessato. Si può derogare all’obbligo del previo consenso per far valere o difendere un proprio diritto in sede giudiziaria, ma solo nel caso in cui l’accertamento sia assolutamente “indispensabile” e venga svolto nel rispetto delle regole fissate dal Garante. In particolare, l’obbligo di sottoporre all’interessato una specifica informativa nel caso in cui l’analisi dei suoi dati genetici sia volta ad accertare la maternità o paternità.

Da Cittadino Lex

Per maggiori informazioni: www.paternita.eu testdipaternita.paternita.eu

Test di paternità ed esami del DNA: con le nuove tecnologie sono alla portata di tutti.

mercoledì, giugno 24th, 2009

Quando ancora si utilizzava l’ormai obsoleta tecnica di analisi dei poliformismi da lunghezza di restrizione, nota con la sigla di RFLP, il campione preferenziale da cui estrarre DNA, che veniva impiegato per i test genetici era il sangue. Oggi, il nuovo sistema di analisi che si basa sulla reazione a catena della polimerasi, PCR, permette l’esecuzione di test in minor tempo, con maggiore precisione ed impiegando anche piccolissimi quantitativi di DNA. Ecco perchè oggi, nella maggior parte dei casi, per ottenere un valido campione da cui estrarre DNA ,è sufficiente un semplice prelievo di saliva.
La riduzione sensibile dei costi operativi e dei materiali per l’estrazione di DNA, ha facilitato una diffusione sempre più capillare di questa moderna tecnologia d’indagine. E’ noto che il DNA rappresenti l’intero insieme delle informazioni genetiche necessarie per il corretto funzionamento degli organismi viventi. Attraverso un analisi del DNA è oggi possibile diagnosticare, anche in via prenatale, importanti malattie genetiche, è possibile calcolare percentuali di rischio nello sviluppare patologie future e, ad esempio, intervenire per tempo anche semplicemente modificando la propria dieta.

Pur nelle differenze individuali, tutti gli esseri umani sono uguali ed il DNA è per la maggior parte identico in tutti gli individui. Abbiamo infatti in comune circa il 99,9% di sequenza di DNA. Vi sono però delle piccole differenze che sono quelle che andranno a rendere differenti, ad esempio, una persona bionda da una persona mora, un maschio da una femmina. 

Semplificando molto, andando a considerare un insieme di quelle poche porzioni di DNA che sono diverse da individuo ad individuo, attraverso un processo noto come DNA Fingerprinting, si può ottenere quello che è chiamato Profilo del DNA: una specie di impronta digitale genetica di ogni persona.

E’ proprio su questo che si basano i Test di Paternità: si estrae un profilo del DNA da due o più persone e lo si confronta. Ogni persona eredita metà del suo patrimonio genetico dalla madre biologica e metà dal padre biologico. Confrontando il profilo del DNA di un padre e di una madre con quello di loro figlio, risulterà che il bambino avrà esattamente metà del suo profilo del DNA uguale al padre e metà uguale alla madre. Se così non fosse, o il papà o la mamma o entrambi i genitori di quel bambino, non saranno i genitori biologici del piccolo.

Quando si parla di essere genitori la genetica conta assai poco: è certo infatti che l’essere Papà o Mamma è solo una questione di accudire e far crescere il proprio figlio, indipendentemente dal fatto che abbia o meno il nostro stesso sangue.

In molti casi però la necessità di conoscere la verità circa la paternità o maternità biologica è un elemento importante. Ecco che vengono in aiuto gli accertamenti genetici di paternità.

In Italia ne vengono effettuati circa 3mila all’anno; una ricerca italiana ha dimostrato che circa una volta su cinque c’è dicrepanza tra il padre presunto e il padre biologico.
Questi dati sono stati confermati anche da una ricerca britannica effettuata dalla Child Support Agency e pubblicata sul Guardian.
I Laboratori che eseguono test genetici sono molti. Pochi sono davvero affidabili e ancora meno sono quelli insigniti del prestigioso accreditamento ISO17025 che certifica la vera competenza tecnica del laboratorio stesso. Basta una rapida ricerca su internet per trovare a chi rivolgersi, data la semplicità del test è possibile eseguire un test di paternità direttamente da casa con dei piccoli cotton fioc usati per prelevare saliva, e quindi DNA. L’unico accorgimento da tenere è quello di verificare che il laboratorio a cui intendete affidare il vostro test sia accreditato ISO17025.

 

Per maggiori informazioni: www.paternita.eu